giovedì 18 giugno 2009

maschere

maschere


uomo

metafora del respiro

muovi passi equilibrandoti

perdendoti

cercando di sfuggire alla morte dei morti


alla morte dei vivi


corri

rincorri

fermati!



questa è la vita

senza attori e statue

senza difese al marcescente

senza limiti al ridere

Giordan



lunedì 15 giugno 2009

essere stati

Questo mio passo

segue remota traccia


saper dire

saper fare


sentire d’esser già stato

già abbracciato

già goduto

vissuto


a volte

anche un corpo ventenne

trascina le ossa per i fossati.

Giordan



domenica 14 giugno 2009

il poi

ascolterò

nel mio stare supino

il frullo degli uccelli

il gorgoglio dell’acqua

il sommesso canto del vento


ascolterò

dal grembo di questa terra

le mille voci di mia madre

il passo continuo

lento

di mio padre


allora

tornerò me stesso

ancora sarò fibra

tralcio di vite

seme

d’ altri semi


Giordan


testo tratto da "itinerari"



martedì 9 giugno 2009

così

così


l’amore può essere

mani

che incontrano

visi

divisi dal vento e

dal mare

in questo perpetuo navigare

su un banale rifiutare

di onde torve e amare dove

stare

è l’incognita del terso chiarore vitale



Giordan



sabato 6 giugno 2009

c'è qualcosa che spaventa


c’è qualcosa che spaventa

che chiude i fiori neri dell’inconscio quando

celate parole

dalla sola incomprensione

indicano o

peggio

additano

dio


ma cos’è dio?

il creatore dell’universo o

lo scudo delle nostre ambiguità?


le debolezze sono altra cosa

sono alta cosa

non lasciano scampo ai duri di scorza

ai coriacei e indefessi imbecilli


sono voce

di cuori sensibili

dove l’amore ancora

fa il nido


dio allora?

a chi serve?

a cosa serve?


compone

un insieme di segnali invisibili

di tracce


passano per il dolore

obbligatorio espiatore

passano per l’inginocchiatoio

per la sagrestia ma

non perdonano

il diverso

il suicida o

l’anarchico



Giordan




giovedì 4 giugno 2009

il tempo


chiedo a te

ora

in questo preciso istante

cos’è il tempo?

cosa governa l’attesa e

ne misura l’ampiezza?


il tempo

è il nulla

l’abisso assoluto


lo spazio

non ha misura

quindi

non ha tempo


tutto ciò che il tempo governa

è falso

come falso

è il dio che governa e

infligge

le sue perpetue pene

Giordan




martedì 2 giugno 2009

il viandante bambino

era un flauto

che spezzava il vento?


o era il pianto di un bimbo

che confondeva la risacca?


il solo libeccio

tra cocci di madreperla

basta

per lasciare un ricordo vago


domani

niente tracce

si tornerà alle solite cose

con un cuore in meno


era andato per mare

a caccia

di un nuovo pulsare

Giordan