c’è qualcosa che spaventa
che chiude i fiori neri dell’inconscio quando
celate parole
dalla sola incomprensione
indicano o
peggio
additano
dio
ma cos’è dio?
il creatore dell’universo o
lo scudo delle nostre ambiguità?
le debolezze sono altra cosa
sono alta cosa
non lasciano scampo ai duri di scorza
ai coriacei e indefessi imbecilli
sono voce
di cuori sensibili
dove l’amore ancora
fa il nido
dio allora?
a chi serve?
a cosa serve?
compone
un insieme di segnali invisibili
di tracce
passano per il dolore
obbligatorio espiatore
passano per l’inginocchiatoio
per la sagrestia ma
non perdonano
il diverso
il suicida o
l’anarchico
Giordan