lunedì 15 febbraio 2010

riflessioni sulla poesia

immergo e spargo

in questo mare tondo

vecchio mondo

aspettami

giordan

con quali strumenti si può giudicare la poesia?

La poesia può scegliere un linguaggio consolidato o muoversi su terreni nuovi, sperimentali. La poesia del novecento è stata il simbolo del cambiamento. In alcuni casi, l’innovazione del linguaggio espressivo che via via si è formato, è stato aggredito da una critica che ancora poggiava le fondamenta nel passato della letteratura poetica.

Oggi una parte del percorso è stato compiuto,ma l’evoluzione non si arresta. Porsi ancora la domanda ed analizzare nel contempo scopo e senso della critica poetica, è sinonimo di nuova sfida, di cammino inarrestabile.

Stiamo affrontando un altro cambiamento radicale, ma il cambiamento oggi è dettato soprattutto dalla quantità di scrittori e dalla vastità delle tecniche espressive, spesso maturate da fattori “istintivi”, piuttosto che da una ricerca che attinge da specifiche conoscenze letterarie o dalla storia della poesia. Un mondo nuovo quindi, che non sempre è supportato dal sapere “professionale”, ma da un” istinto” per l’appunto, libero e, perché no, “disarmonico” ai canoni. Tutto questo non toglie valore ai contenuti che, spesso, sono legati alle esperienze di vita che muovono i loro passi in un ambiente lontano dall’attrezzato orticello del “vero” scrittore, ma strisciano giorno dopo giorno nella trincea della vita ordinaria.

Internet, consente a molte persone di pubblicare il proprio materiale attraverso svariate forme poetiche e di riversarsi, grazie alla rete,nel mondo intero.

Non mancano i dibattiti sulla questione e il denominatore comune degli addetti ai lavori con la A maiuscola, converge nell’identificare la poesia in internet come un fenomeno di massa che, grazie ad esso, diffonde senza regole e sosta, con un notevole potere inquinante capace di confondere il materiale buono comunque presente nella mischia. Anche la deviazione e l’imbarbarimento di chi la segue viene additato.

La considerazione può essere fondata, indubbiamente, ma come si fa a determinare come e cosa salvare dalla mischia? Quando scrivevano i primi poeti, facevano parte dei pochi alfabetizzati. Erano sicuramente perle di qualità nei confronti di chi li circondava. Scrivevano per pochi e selezionavano i lettori. A onor del vero, non facevano un grande sforzo nella selezione, in quanto gli alfabetizzati erano una netta minoranza. Il confronto tra autori era limitato se non addirittura in certi casi assente. La mia riflessione non ha l’intenzione di sminuire i grandi della letteratura, considerati tali ancora ai giorni nostri, ma semplicemente mettere in evidenza un limite oggettivo legato al confronto e alla diffusione delle opere nella loro contemporaneità.

Quando la scrittura diventa un fenomeno di massa, ecco che si presenta il problema inverso.

Il campo del confronto è vastissimo , esiste un mercato della letteratura, esiste una tipologia di lettura più apprezzata o maggiormente spinta dalla critica rispetto ad altre. Ci sono vari tipi di critica: esiste la critica costruttiva, che svolge appieno la sua funzione, ma solitamente muove negli ambiti letterari a porte chiuse. Poi esiste una critica di mercato: quest’ultima ha la mera funzione di promuovere un libro piuttosto che un altro, solo per far fronte a strategie commerciali. Esiste anche una critica che muove in punta dei piedi, per non scontrarsi con quanto radicalmente consolidato e timorosa di demolire canoni letterari particolari che sono stati riconosciuti avanguardisti: per esempio la poesia americana dai primi del 1900 al 1960 o la poesia europea dal 1960 al 1970.

Gli spessori saranno sicuramente diversi oggi, è naturale. Il risultato però, nel bene o nel male, ha dato frutti positivi concedendo anche a coloro che vivevano nel silenzio, nell’ombra, di emergere con nuove idee, nuovi modi di espressione, facendo conseguentemente crescere culturalmente la società tutta, pur muovendo i versi nello scontroso mondo irriverente del poco sapere o delle convenzioni ufficiali.

i versi?

solo righe


il tuo eco mi percuote e

lascia insonne la mano


giocare tra i libri aspettando la sera

non è un mestiere


i versi sono righe


la storia appiana il futuro e non da tregua

gazze tra i verdi chiusi poi

fuori dai bossi e

tra i muri

lasciano che il canto ammali


i versi sono righe

anche se piangono o lavano le coscienze dove tutto distingue


sono righe e passano

come passa il treno

il garzone dei giornali

il giudice tra le aule

i poeti

nei tribunali


i versi sono righe

per il mondo tritacarne


giordan

12 commenti:

REGGINA MOON ha detto...

Giordan,

Gratíssima por sua visita e linda postagem...a de Hermann Hesse adorei também...

Um beijo e ótima semana....

Reggina Moon

serenella ha detto...

Ho gradito molto questo tuo post sulla poesia. Quando i miei alunni muovono i passi in questo mondo affascinante della poesia, mi sforzo di "alfabetizzarli" su elementi dai non si può prescindere, per poter fruire al meglio della poesia. Anche di quella classica ma accessibile a bambini delle elementari. Dunque le rime, le figure retoriche, determinate tecniche. E poi passare alla produzione, anche semplice, partendo dalle filastrocche. E' vero che oggi scrivono in tanti ma spesso....non sono, a mio parere, vere e proprie composizioni poetiche.
Buona giornata Giordan.cospe

Versi D'Amori ha detto...

Giordan querido,

Vim em visita ler-te e convidá-lo a conhecer meu novo Blog, em homenagem a terra de meus antepassados...minhas origens...Nossa Itália querida!
Espero que gostes....

Baci,

Reggina Moon

www.versidamori.blogspot.com

REGGINA MOON ha detto...

Giordan,

Vim em visita para te desejar um lindo Domingo, repleto de paz e poesias!

Baci caro!

Reggina Moon

☆ღ )O(Claudia)O( ღ☆ ha detto...

Caro Giordan,
concordo con ciò che hai espresso in questo post! Per me la poesia è riuscire, o almeno provarci, ad esprimere e comunicare le proprie emozioni agli altri, con il semplice utilizzo delle parole! E ciò non è per niente facile! Io scrivo da molto poco( in pratica da quando ho creato il mio blog) e lo faccio solo in relazione a particolari eventi o stati d'animo della mia vita, straordinari o "banali" che siano!
Poco importa non andare incontro ai "canponi poetici"....ciò che conta, almeno per me, è sentirmi libera e sfogarmi attraverso ciò che scrivo! E in realtà io lo faccio solo ed esclusivamente per me stessa, incurante del giudizio della gente! Ciò non toglie che fa comunque piacere ricevere apprezzamenti( altrimenti non avrei partecipato al concorso Poesie in vetrina, del blog di Stella!)!
Ad ogni modo ero passata per dirti che sono tornata!!
Buona domenica!

Guernica ha detto...

Prenderò atto di tutto...anche se sai..

amatamari© ha detto...

Grazie caro Giordan per il tuo post che sottoscrivo in toto.
Non sempre il successo della critica corrisponde al riconoscimento di un reale talento così come il numero più o meno alto di copie vendute.
Il mondo dell'arte è da sempre legato a quello economico che ha dettato legge da subito - le opere potevano nascere perchè vi era un mecenate - e oggi assistiamo all'organizzazione di eventi per la nuova serie di pinco pallino nel mentre un numero altissimo di grandi autori stranieri non sono ancora stati tradotti e via via in una giungla di interessi che ben poco ha a che fare con la cultura.
A mio parere orientarsi in questo insieme è difficile: vale la continua ricerca, una forte capacità critica e, innanzitutto, l'istinto.

giordan ha detto...

Reggina Moon Querida, obrigado e parabéns novamente para o seu blog.
Bom domingo
abraço

giordan ha detto...

carissima Serenella, sono felice che tu abbia apprezzato il post. Credo la cosa un argomento di estrema importanza e vitalità che non deve essere trascurato. E' bello cio' che mi scrivi e cosa fai con i bambini. Sono persone meravigliose che apprendono molto e sono puri, non inquinati dalle banalità del mondo dei grandi (in parte per lo meno). Il guaio è che l'adulto ce la mette tutta per rovinare i bimbi e anticipare il loro ingresso nel mondo freddo e banale in cui non c'è posto per la fantasia o per la poesia, ma solo correre, produrre, fare e poi...tv e altre fesserie.
Mi rincuora sapere che la scuola, malgrado l'impegno demolitore del nostro governo, abbia persone come te al fianco dei ragazzi. L'unica vera forza contro chi vuole omologare e impoverire la scuola, sono gli insegnanti che in ogni latitudine di quasto paese, non si rassegnano e continuano a fare il loro lavoro benissimo.

Grazie Serenella

un abbraccio

giordan ha detto...

ciao Claudia, la poesia è una forza interiore di cui l'uomo è dotato.Il saperla ascoltare, tirare fuori, significa sfruttare al meglio questa naturale dote. La poesia del corpo, della mente, ha una funzione terapeutica per chi la pratica e quindi liberatoria, consolante, stabilizzante. Attraverso la poesia ci si confronta con l'amore o con la sofferenza. all'inizio è proprio così poi però, le cose cambiano e scrivi per te, ma anche per chi ti sta vicino e poi per tutti coloro che vogliono leggerti. L'evoluzione che scatta in chi scrive è, oserei dire, naturale.
Si entra così in un mondo ricco di altre persone che non avevi notato o conosciuto prima ed è bellissimo. Quando tutto ciò si vive serenamente e senza timori, è gia un grande passo avanti. Poi si cammina, si cammina assieme ad altri, crescendo in quel mondo di ricerca e di critica costruttiva che non demolisce ma bacia e accompagna i cuori sensibili.


Un abbraccio

giordan ha detto...

Ciao Guernica,
si...lo so...ma...

la tristezza non è che un muro tra due giardini

Kahlil Gibran

Demolisci il muro e goditi i tuoi giardini che sono meravigliosi.

a presto

giordan ha detto...

carissima amatamari, mi rende felice la tua saggia presenza in un post al quale tengo molto.
Vedo che il mio pensiero non scosta dal tuo.
La critica (quella dei mecenati), il mercato che la stessa alimenta, sono ostacoli, elementi deviatori di un mondo parallelo che non riesce ad emergere. Orientarsi nell'insieme, come tu dici, è veramente difficile però è vero, l'istinto va ascoltato ed è di sicuro un'ottima guida.

Gli autori stranieri rimasti nel silenzio sono veramente tanti purtroppo e anche lì sempre per la solita legge di mercato

un abbraccio e grazie ancora