domenica 15 febbraio 2015

Braccianti

solitari tra i campi
al tocco della campana
lasciano la fatica alla zolla torta e
tolta

la vita sotto
sorpresa assorta
non desta stupore a chi
il vomere conduce

corrono
all’adunanza perché
c’è chi racconta la ragione e c’è
chi ascolta
muto e piego
cogliendo tra rottami di parole 
le orme sue

allora si torna bambini e
si pensa che loro
lassù
su quel palco sfarzoso e acceso
abbiano a cuore i calli onesti delle mani

è solo vento
fugace momento

distratte
di tutti le menti
sono grasso per armenti
torchi e
ruote di carri

coi denti

giordan

lunedì 19 gennaio 2015

Disarma il domani


storte ed effimere speranze restano
in questo arido contesto che
annusa
come i cani
l’argine marginale della gòra

e in fondo
un mulino che muore
nei miasmi del niente
della subdola stasi

e i vecchi ci guardano e
ci chiedono dove sono le siepi
le api
le otri e l’odore dei mosti

ci chiedono
dove sono i bambini
le voci
davanti ai camini

non avere risposte
disarma il domani

Giordan 






lunedì 29 dicembre 2014

Perché



perché 

ritornano
alla nulla azione quei mostri uguali e
inconsciamente inquadrati o no

sanno di esserlo e godono
si piacciono così contrari
protestanti 
simili se non uguali ai picchiatori

perché?
perché lo sbaglio non è
combattere veramente 
ma colludersi al potere in una vuota opposizione

barricate di tamburi 
di fischietti e stendardi
di gazebo e vino
pane e 
salsicce e canzoni popolari

i figli
diventati vecchi 
hanno marciato e
marcito l'adolescenza e poi 
la vecchiaia nei fasti 

grazie
un grazie sarebbe bastato 
e nessun proletario avrebbe chiesto
perché ?
perché nulla è cambiato?

Giordan







sabato 27 dicembre 2014

se fosse costa

se fosse costa
piegata e convulsa alle onde
sarebbe approdo
ancora del naufrago

sarebbe sponda
su cui poggiare le membra
provate
dalla tormenta e
dal tormento della fuga

guerra

se fosse lama
se arida e nulla
valesse la pietà
allora sarebbe fermo
campo di battaglia

sarebbe acciaio
malese ferita che non “m’argina

alle ossa spiovere
cadenti e roventi spade aguzze
e lì
cede in mestizia l’umana mano tesa sulla rinnovata fame

Giordan

mercoledì 13 agosto 2014

Progresso



tartassa le ossa tra i liquami 
quel meccanico e coatto moto che 
smonta 
il diritto minimo del proletariato 

schianta e 
rimesta e
Impantana 

uniforma anime sindacalizzate 
assopite dai falsi fasti 
simboli
bandiere colluse al sistema 

diventano perciò
indifese e divise

pasto sbordante alle feste dell'unità o 
dai vassoi del clero 
nelle sagre paesane

un giro tondo a colori stinti dove
muto e sfondo 
l'uomo utensile annaspa tra le onde della sua piaga

la sirena brandeggia
l'urlo va in aria 
i portoni aprono e le fauci ingoiano 

In fila 
tra le linee 
i bambini aspettano che si faccia sera

resteranno occlusi
come denti da latte mai sgusciati
sparsi 
tra i versi dell'internazionale o
confusi
tra le litanie della festa 
la domenica 
a messa 

Giordan 

venerdì 11 luglio 2014

Cicogne in Palestina

foto: la vela di Caronte

Cicogne in Palestina

ritardano i passi in questo ambiguo andare
piccoli sandali
verso un rumore
un vociare ostinato e
distante

e le cicale scuotono le ali e
confondono la pelle
tra le ombre dei sicomoro

tumultuoso silenzio
rotto
dalla diaspora delle bombe
su quelle piccole facce
tonde e
gonfie e
serie
troppo serie

le cicogne
spiccano il volo
lento
lasciando alle madri il pianto

il prezzo dell’inganno
la pena
di aride sentenze


giordan