lunedì 5 aprile 2010

sei anni di vita

























Quante volte l'umanità ha rischiato l'estinzione negli anni 60 per la guerra fredda?
Quanti movimenti pacifisti sono nati in tutte le latitudini, per denunciare il potenziale rischio?

Oggi qualcuno potrebbe pensare che le cose sono cambiate
che certi rischi sono svaniti, ma si sbaglia.
L'italia e parte dell'Europa dell'Est sono polveriere attive per una futura guerra.
I nuovi coloni muovono tra di noi, si confondono.

Il testo che segue racconta una vicenda che per una frazione di secondo non si è consumata...
traccia l'effetto e
s'abbandona
in un ritorno
solo per dissetare la speranza umana






sei anni di vita


dagli Anadyr
giungeranno i falsi

ai pescatori non resterà che andarsene
nello sfogar della bruma
lasceranno alle spalle
cascine

scorrerà
la vista
lungo l'argine dei fiumi
con il tempo
con il pensiero

i sopravvissuti
inabisseranno l'autarchica ascia
i sogni
distolgono sempre gli occhi
dal cuore

vagheranno nell'aria
rimasugli di cenere

ora
sule venuste
volano ignare
e attendono
il ritorno del popolo
a Ohotsk

giordan

tratto da:
dalle contrade all'addio

11 commenti:

Unseen Rajasthan ha detto...

Beautiful Words and beautiful shot !!Unseen Rajasthan

Angelo azzurro ha detto...

Leggo tanto sconforto e pessimismo nelle tue parole...

giordan ha detto...

thank you very much
hello Unseen Rajasthan

giordan ha detto...

Carissima Angelo azzurro, non ti nascondo che è così, ma la causa è semplice: non mi accontento della stampa da quatro soldi che riempie pagine sulle imprese presidenziali del primo cittadino degli stati uniti e dell'omologo russo riguardanti il disarmo. Osservo quanto realmente e all'oscuro della comunità europea, sta accadendo. Non serve eliminare una parte cospicua di testate nucleari, ne basta una per cancellare il pianeta oggi, sono migliaia di volte più potenti di quanto piovuto in testa ai giapponesi a suo tempo. Rimangono le bombe termobariche, le bombe sporche all'uranio impoverito (o arricchito come da più voci sostenuto) Le armi al fosforo, i gas ecc ecc...tutte vietate dai patti di Ginevra puntalmente raggirati o totalmente ignorati.

La cosa più grave, più seria, è che la regione Veneto si sta trasformando in una grande poraterei statunitense e parte dell'europa dell'est in una sorta di piattaforma di lancio per missili intercontinentali. Se si parla di disarmo, di proliferazione dei conflitti... a cosa serve tutto questo arsenale nel Veneto?? per proteggere tutti noi da potenziali attacchi talebani?? Credo sia più appettibile l'obiettivo così conciato piuttosto che lasciato terra mite di campagna... oppure è il prezzo che dobbiamo pagare per avere la "sicurezza"??

tutto questo mi rende terribilmente affranto


un abbraccio

Pupottina ha detto...

profondissimi anche questi ultimi tuoi versi. bellissimi come sempre!

giordan ha detto...

grazie di cuore pupottina

un abbraccio

Guernica ha detto...

Sai che la sensazione di sconforto prende spesso anche me...come non potrebbe se ci si guarda intorno attentamente?
Dobbiamo trovare sempre spunti nuovi per continuare a fare, a dire, a denunciare...finchè resterà anche una sola persona a pensarla come noi.

Ti abbraccio, un bacio.

Guernica ha detto...

Appena puoi passa da me.

A presto!

giordan ha detto...

ciao Guernica,

è un pò il lavoro che mi sono prefissato di fare anche se credo nella presa di coscienza individuale. E' un cammino lungo e ostico perchè ci sono i media ufficiali che mettono i bastoni tra le ruote con l'informazione manipolata a piacere, ma le cose stanno cambiando.

Ci vediamo da te

ciao

DARK - LUNA ha detto...

Giordaaannnnnn!!!!
Carissimo, passo a lasciarti un affettuoso saluto...
non mi son mica scordata di te!
sappilo!
Spero che stai bene e che tutto proceda, nella tua vita.
un abbraccio.

giordan ha detto...

Carissima Luna, sono molto felice di ritovarti qui.
Ricambio i saluti e ti auguro ogni bene per i tuoi giorni.

Come avrai notato anch'io ho un pò mollato con la presenza nel blog... la vita spesso ci rapisce e non sempre per portarci in lidi felici, ma resistiamo.


un abbraccio grande