domenica 10 febbraio 2013

Bratislava


penso al giorno che si consuma tra le pieghe della terra
alle mani e facce e
parole

senza foglie
rimanere sospesi
appesi
al vento uniforme che avvolge
gela

resta una piuma
sbatte rapida al vuoto intorno  
ricorda modesta e muta
una primavera assopita e adesso
attesa

giordan

6 commenti:

Costantino ha detto...

Una bella poesia, tra realtà e simbolo.

giordan ha detto...

Grazie Costantino. Sono gli effetti del viaggio continuo e senza sosta...
Un abbraccio

giordan ha detto...

Grazie Costantino. Sono gli effetti del viaggio continuo e senza sosta...
Un abbraccio

Elisena ha detto...

Il mio vuoto pieno delle tue parole
ascolta lo sbattere d'una piuma e da una carezza con la primavera nasce ancora una fiducia!
T'abbraccio....forte forte
Elisena

P.S.:Leggerti è sempre un piacere.

giordan ha detto...

Ciao Elisena, scusa la mia lontananza. La mia vita è un viaggio continuo alla ricerca di un approdo...l'approdo necessario al naufragio della contemporaneità...

giordan ha detto...

...e grazie per la tua sensibilità nel cogliere ogni anfratto del mio convulso sentire ogni dove.