sabato 23 giugno 2012

è così che partii



è così che partii
in un giorno di secca dove il mare
stava
immobile
a vestire il suo bordo mondo
di un fermo velo al vento

non avevo mete
sperdevo il vagito in cerchio alla prua

lontani
specchiavano sul quadro i monti
l’ essere lì
solo il caso
come tutto il contorno ed io
solo il caso

è così che partii
respirando la vita che entrava 

giordan

7 commenti:

Joe Black ha detto...

Bentornato giordan e alla grande con questa tua poesia.
Che dire se non che un viaggio così è un viaggio irripetibile perché si è soli e dentro la propria vita che non si ferma mai, neanche davanti all'immobilità dell'immenso mare!
Ed è così che poi sei tornato....
T'abbraccio

Costantino ha detto...

Partire per assecondare il ritmo della propria via : bellissima poesia.

Sari ha detto...

"... respirando la vita che entrava". Che immagine stupenda.
Davvero bentornato, Giordan.

giordan ha detto...

Ciao Elisena,
grazie.
Sì...io ogni tanto spesso, parto per dei viaggi di lavoro. Ho la connessione quasi sempre, ma fatico a trovare il tempo per scrivere o leggere i post degli amici.
grazie per le tue parole sulla mia poesia. l'ho scritta di getto e pubblicata senza tante revisioni (anzi nessuna). E' una piccola riflessione sulla vita...dalla nascita,al mistero che lungo il cammino, ogni giorno, nel bene o nel male, ti stupirà o spaventerà... alla fine del viaggio per diventare altro...

chissà...
Un abbraccio
giordan

giordan ha detto...

Ciao Costantino, in parte, è proprio così

a presto ciao

giordan ha detto...

Ciao Sari,
grazie. Volevo descrivere proprio il movimento della vita sull'uomo...

grazie ancora
ciao
giordan

upupa ha detto...

"respirando la vita che entrava"...è un respiro a volte lieve a volte molto pesante...