giovedì 30 settembre 2010

DERIVE














DERIVE


elementi naturali o

rovine di una civiltà

forgiano intorno

invadono

la percezione umana


pulsano sul bordo della vita

respirano nel naufragio

nella solitudine o

semplicemente

tra i fiordi

le anse dei fiumi


sono l’alba di un andare

il tramonto di un nuovo di-venire

sono mani

che lasciano la presa


poggiano leggere

nel dubbio umano

pesanti

nella fisica della terra

sono specchi

dove lanciare pietre

dove

oltre guardare

fra le crepe

giordan

2 commenti:

Lilly ha detto...

Che dire giordan sei un poeta nell'anima, per versi come questi ci vorrebbe la critica d'autore. Sei bravissimo. Non potrei che risponderti in rima.

Un mondo alla deriva...
ciottoli lanciati verso un mare di nefandezze umane
un abbraccio

Lilly

giordan ha detto...

ciao Lilly, molto gentile, grazie.

Il mio muovere è un errare senza fine proprio nelle derive...per capire il fondo del limite umano

grazie ancora

un abbraccio