domenica 9 febbraio 2014

La domanda del poeta

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Considerare la poesia un linguaggio raffinato e per pochi, è un grave errore.
In realtà la poesia sta all’origine del linguaggio ed è una costante domanda che il linguaggio stesso, impone a chi lo usa. I poeti sono come i bambini ed avendo una maggiore sensibilità rispetto ai freddi adulti, si pongono domande in continuazione cercando risposte dentro di se e “fuori di se”.

Il linguaggio comune, è un abbruttimento dello stesso, una continua abbreviazione.
Una sorta di insieme di “acronimi strutturati” che consentono lo sviluppo di una frase. Una frase meramente fine a se stessa con l’unico scopo di lanciare un messaggio impulsivo, carnale, strettamente connesso al misero servizio della comunicazione “necessaria”. Un attrezzo di quel linguaggio politico e giornalistico della “La Société du spectacle” .

La poesia, dunque, sta all’origine di tutti i linguaggi. La vita sulla terra e tutto quello che sta all’origine di essa, è poesia.
Ecco allora, questo significante muovere i passi in una sorta di “Tetide” della parola dove, il muovere, significa scaturimento, rinascita o meglio, perpetua rigenerazione.

Si può definire la domanda del poeta, come la “domanda che spiazza”.
Risultando apparentemente semplice, in realtà, richiede un enorme sforzo nel rispondere oltre che a delle grandi conoscenze, proprio come ci impegnerebbe la domanda di un bambino.

“mamma, è vero che ci sono bambini come me dall’altra parte del mondo che muoiono di fame, di malattie, di guerra?”
“sì è vero”
“e perché?”
provate a dare una risposta a questa domanda apparentemente semplice.
È qui dove si nasconde la complessità delle risposte che cercano i bambini ed i poeti alle quali, i più, rispondo con frasi fatte di “acronimi strutturati”per l'appunto.



giordan

13 commenti:

Cavaliere oscuro del web ha detto...

Praticamente mi associo al tuo pensiero.
Saluti a presto.

Costantino ha detto...

Il poeta è fuori del tempo,le sue risposte sono universali.
Però soffre della sua stessa bravura intellettuale e cognitiva.
( "Ses ailes de geant l'èmpechent de marcher", scriveva Baudelaire).

onda ha detto...

Poesia come atrada non strutturata che si prova a percorrere per cercare di incanalare un'emozione che altrimenti rimarrebbe troppo difficile da sentire e vivere... Senza bisogno di spiegare, basta esprimere, non importa cosa o come...quello lo lasciamo fare ai professionisti del settore...l'importante è trovare una via efficace per esprimere se stessi...questa è poesia secondo me... Il linguaggio con cui si fa questa cosa può essere il più svariato...parole, immagini, danza...tutto rientra per me in quello che considero poesia...

Elisena ha detto...

La poesia è una meravigliosa "creatura" che trova rime per ogni emozione!
Ma senza un profondo amore ..... senza un profondo dolore ......
senza "un'idea" della vita ..... di ogni vita .... resterebbe muta ad ogni domanda!
A presto Giordan

Sari ha detto...

Non ho niente da aggiungere a quanto detto, in modo anche poetico, nei commenti precedenti con cui mi trovo in accordo.
Credo che ogni essere vivente abbia un suo modo di esprimersi in poesia ma può farlo solo se non viene sopraffatto dalla vita o dalla violenza del contesto in cui vive.
Ciao.

francesco zaffuto ha detto...

colto il punto. Domani mi permetterò di consigliare la lettura di questo post su Arpa eolica
http://arpaeolica.blogspot.it/

francesco zaffuto ha detto...

ho inserito su
http://arpaeolica.blogspot.it/2014/03/la-domanda-del-poeta.html

ciao

giordan ha detto...

Grazie Cavaliere, ciao
giordan

giordan ha detto...

E così Costantino, il Poeta non ha tempo ne regole. Non si doma e non si cattura come i versi delle sue poesie.

Un abbraccio
giordan

giordan ha detto...

Ciao Onda, la poesia è la voce della trincea. Per tale regione non può rimanere prigioniera delle "corti letterarie" .
La società in cui viviamo, tende a collocarla, a recintarla. I professionisti della poesia non esistono perché la poesia è e non è al tempo stesso quindi non può essere fonte di professione. Anche se alcuni dei Poeti riconosciuti tendono ad isolarla e spacciarla come merce, falliscono all'istante perché la poesia non è merce e non può sporcarsi con il danaro.Oggi viviamo uno dei più grandi falsi d'autore attraverso una poesia trasformata in merce dall'editoria. In realtà i grandi poeti hanno scritto per altre ragioni.
Hai perfettamente centrato l'argomento nell'affermare i punti libertari della parola come strumenti di espressione individuali da condividere con chi ci sta intorno.
Ciao Onda un abbraccio

giordan

giordan ha detto...

Ciao Onda, la poesia è la voce della trincea. Per tale regione non può rimanere prigioniera delle "corti letterarie" .
La società in cui viviamo, tende a collocarla, a recintarla. I professionisti della poesia non esistono perché la poesia è e non è al tempo stesso quindi non può essere fonte di professione. Anche se alcuni dei Poeti riconosciuti tendono ad isolarla e spacciarla come merce, falliscono all'istante perché la poesia non è merce e non può sporcarsi con il danaro.Oggi viviamo uno dei più grandi falsi d'autore attraverso una poesia trasformata in merce dall'editoria. In realtà i grandi poeti hanno scritto per altre ragioni.
Hai perfettamente centrato l'argomento nell'affermare i punti libertari della parola come strumenti di espressione individuali da condividere con chi ci sta intorno.
Ciao Onda un abbraccio

giordan

giordan ha detto...

Ciao Francesco, grazie mille per il tuo post e per la pubblicazione che hai fatto sul blog arpaeolica che ho visitato e che ritengo molto molto interessante

un abbraccio

giordan

giordan ha detto...

Ciao Elisena, è così. Ecco perché deve essere libera sempre e ovunque. E la chiare espressione della sensibilità e dell'amore e chi non possiede queste doti non può fare poesia.

Un abbraccio

giordan