Quante volte l'umanità ha rischiato l'estinzione negli anni 60 per la guerra fredda? Quanti movimenti pacifisti sono nati in tutte le latitudini, per denunciare il potenziale rischio?
Oggi qualcuno potrebbe pensare che le cose sono cambiate che certi rischi sono svaniti, ma si sbaglia. L'italia e parte dell'Europa dell'Est sono polveriere attive per una futura guerra. I nuovi coloni muovono tra di noi, si confondono.
Il testo che segue racconta una vicenda che per una frazione di secondo non si è consumata... traccia l'effetto e s'abbandona in un ritorno solo per dissetare la speranza umana
sei anni di vita
dagli Anadyr giungeranno i falsi
ai pescatori non resterà che andarsene nello sfogar della bruma lasceranno alle spalle cascine
scorrerà la vista lungo l'argine dei fiumi con il tempo con il pensiero
i sopravvissuti inabisseranno l'autarchica ascia i sogni distolgono sempre gli occhi dal cuore
vagheranno nell'aria rimasugli di cenere
ora sule venuste volano ignare e attendono il ritorno del popolo a Ohotsk
Di famiglia ebrea, fratello del regista Ota Ornest, studiò nel Conservatorio di Arte drammatica di Praga fino al 1939.
Morì a 22 anni in seguito ad un incidente stradale.
Nel 1936, alla giovane età di 17 anni, inizia a scrivere su svariati giornali e riviste: dal 1939 a causa delle leggi razziali si servì degli pseudonimi Jiřì Jakub e Kerel Jìlek.
Fa parte del gruppo dei giovani artisti Ohnice (Malerba) che operò negli anni dell'occupazione nazista (insieme a Bednàř, Bonn, Bezovskŷ, Hiršal). Sono individuabili nella sua opera le influenze del poeta ceco Halas, oltre R. Weiner, Rainer Maria Rilke, F. Jammes, e ancora dalla filosofia di Kierkegaard e di de Unamuno. Nella sua breve opera letteraria riuscì ad esprimere la sua concezione negativa dell'esistenza, il senso di dolore e angoscia, e la coscienza di una morte imminente. Una concezione della vita emblematica per tutta la sua generazione costretta a vivere in una condizione storicamente difficilissima, minata da pericoli imminenti, priva di prospettive di futuro, di normalità e serenità.
Della sua produzione poetica pubblicò le raccolte Čìtanka jaro, Crestomazia primavera del 1939; Cesta Kmrazu, Viaggio verso il gelo del 1940; Ohnice, Malerba del 1941; rimasero invece inedite altre due raccolte: Zcestì Disvio e Elegie pubblicate solo nel 1947 nel volume Opere curato da V. Černý. Nonostante al centro della sua opera sta la poesia, si cimentò anche nella prosa e nel teatro, scrisse recensioni e saggi letterari. Da segnalare la prosa Eta, Eta, žlutì ptàci: Eta, eta, uccelli gialli, in seguito rielaborata nel romanzo Malà vìra, Piccola fede pubblicate nel 1966. Si conservano anche tre quaderni di circa 1500 pagine manoscitte ai quali dava nome a seconda della copertina (Libro azzurro, Libro zigrinato, Libro rosso). Questi diari furono pubblicati nel 1958, e hanno gettato nuova luce sulla poesia di Orten, poiché mettono a nudo la stretta connessione della sua creazione poetica con la sua vicenda personale, il suo bisogno esasperato di estrinsecare quotidianamente la sua angoscia esistenziale, ma soprattutto perché svelano la complessità del suo mondo interiore e della sua immaginazione poetica.
LA SCHEGGIA
Chi ha nel piede una scheggia
proprio come te piede
in ogni cosa ha una croce e scribacchia nel blocchetto
è un Cantiere di Promozione Culturale, dove si da spazio e voce, a coloro che intendono intraprendere un cammino culturale espressivo o a coloro che già addentrati in un personale mondo di espressione artistica, intendono condividere con altri le proprie esperienze,trovando un tavolo di confronto su cui crescere e approfondire i propri interessi.
Come si articola:
ci incontreremo ogni primo venerdì del mese, presso la VILLA LATTES,Centro Civico della Circoscrizione N° 6, di Vicenza ubicata inVia Thaon Di Revel, 44 a Vicenza, per affrontare le dinamiche dei progetti futuri o per intrattenere i soci, in quelle attività -progetto come le seguenti:
letture collettive - liberi versi
scrivere insieme – cinema - teatro strambo
arte mondo – fotografia –atelier di attività espressive
La comunicazione è essenziale, come è essenziale un laboratorio Web. Il C.O.V. , è dotato del blog
http://collettivoolandesevolante.blogspot.com/dove gli associati potranno inviare il loro materiale per la pubblicazione sia che si tratti di scritti, fotografie o altri elaborati. Nel blog sarà possibile conoscere e confrontarsi con altri artisti nazionali ed internazionali, che grazie a tale strumento, saranno in grado di avvicinarsi alle esperienze del Collettivo, condividendone il percorso. Il blog sarà anche l’ambiente virtuale, dove verranno presentati i progetti dell’ OLANDESE VOLANTE e verranno anticipati gli appuntamenti organizzati in varie località italiane.
SIETE INVITATI ALLA PRIMA SERATA DI PRESENTAZIONE IL GIORNO 5 MARZO 2010 ALLE ORE 20.45 PRESSO LA SEDE DELLA CIRCOSCRIZIONE 6 IN VIA P. THAON DI REVEL ,44