scusandomi con tutti coloro che seguono il blog, cerco di recuperare quanto perduto in questo transitare mio per impervie rovine
a volte la lontananza è riflessione a volte...
necessario distacco
semplicemente tornare
serata inoltrata
autunno
foglie caduche al suolo
date
alla giacenza
rami spogli e
neri
resi
arresi a una riverente bruma che
non lascia
senza velo
passo lento
a-nervoso come
sillabare un moto
in questo scorrere pensieri
allo scuro
col ritmo cardiaco
equilibrati
solo un rumore disturba il mistero così
tolgo la giubba e spengo
il suo rasentare
inebriante profumo mi cogli
i sensi
tesi
a scorgere scoscesi pendii
varianti di un percorso che
l'occhio in-cattura
allora libero i piedi
dagli scarponi e
scalzo
aderisco ad ogni piega della donna che
affascinante
scopro calda
trepidanti ginocchia reggono il passo prima
incerto
ora
sicuro
come a casa
perchè
sono tornato
a casa
ancora un fruscio lascia interdetto l'avvolgermi
in quercia
betulla
olmo
sanguinello
sciolgo quindi le gambe
dalle cacciatora
nudo
adesso
da un superfluo umano vestire
ogni lembo della pelle sfida
il fuori
compie il giungere la notte
ogni cosa
ingoia
rallenta il pulsare
in un ancestrale tam tam
cadenza
profonda
sufficiente distacco
per un giusto respiro al consumo
necessario
tratto da: "terre fertili"
Giordan